La ricetta sanitaria di Massimo Olivetti, Sindaco per l’ospedale.

Per la strada la gente mi rivolge la grande domanda di questi mesi, segnati dal COVID19: “Cosa potrai fare una volta Sindaco per il nostro Ospedale?”, come a me, è stata tante volte posta a chi ha amministrato la città nei dieci anni passati.

Io ho deciso di rispondere così: “Dire innanzitutto la verità sul nostro Ospedale”. Questo è il primo grande servizio che darò alla sanità del nostro territorio nel caso avessi l’onore della fiducia dei nostri concittadini.

Primo: non nascondere – la politica regionale ha sinora sistematicamente trascurato la città di Senigallia, ed i rappresentanti locali eletti Mangialardi e Volpini hanno permesso che le Unità strategiche (come il laboratorio e la radiologia) e quelle decisionali (le amministrative) fossero tutte accentrate a Jesi e Fabriano, privando Senigallia di potere e competenza locale, questo va detto. Le Unità Operative e i servizi, colpevolmente lasciati nelle carenze sino a ieri occultate (locali non a norma, apparecchiature obsolete, personale non rinnovato, pazienti in attese interminabili abbandonati sotto sole e pioggia) mantengono alto il livello solo grazie alle grandi professionalità e disponibilità del personale, anche questo va detto. Le Unità Operative tutte, ricordiamolo; non solo quelle che in questi giorni vengono celebrate rispetto ad altre, prima tra tutte la Rianimazione, volutamente omessa dagli elenchi degli “eccellenti” perché poco silenziosa quando si tratta di denunciare le carenze e le disfunzioni ospedaliere.

Secondo: non fuggire – “il Sindaco non ha strumenti operativi e decisionali, tutto è nelle mani della Regione”. Quante volte quest’affermazione è risuonata in passato per giustificare il non aver mai fatto opposizione alle scelte del partito centrale, con un silenzio complice; fuggire in politica non porta lontano e il 20 e 21 settembre le Marche ce lo hanno ricordato. Non fuggire vuol dire anche sottoporsi al giudizio della cittadinanza nel sano e democratico confronto pubblico tra candidati, come quello ieri rifiutato da Volpini; è forse più semplice confidare nell’auto-propaganda commissionata ai supporter/soldati che sui social si prodigano in difesa di un candidato un po’ consumato, così come quella vecchia politica che nel resto delle Marche è stata dichiarata out.

Terzo ed ultimo: non isolarsi, fare rete, collaborare, unire gli sforzi in obiettivi comuni. La natura stessa dell’altro candidato Fabrizio Volpini è incompatibile con la possibilità di fare rete. I cittadini della Regione Marche hanno scelto una direzione diversa, le grandi città e i principali centri sanitari stanno convergendo verso una profonda revisione del progetto sanitario, fallimentare fino a ieri e tuttavia imposto alla popolazione. Solo rinnovando la propria classe dirigente politica Senigallia potrà agganciarsi al treno del cambiamento sociale economico e sanitario marchigiano del 2020- 2025. Diversamente, la nostra città sarà destinata all’isolamento e la rete sanitaria, tanto declamata, sarà realtà compiuta solo per le città e i territori a noi vicini, accomunati dal cambiamento politico che hanno già votato.

Non nascondere, non fuggire, non isolarsi. Dopo questi fondamentali ABC della politica, avrà senso parlare di cifre e calcoli, di apparecchiature e di personale, di messa a norma delle strutture, di accreditamenti, di screening, di acuzie e di cronicità, di Ospedale e Territorio. Questa è l’unica ricetta per una sanità forte e in rete, veramente vicina alle persone della mia città di Senigallia. Tutti gli operatori sanitari, ospedalieri e non quotidianamente e durante l’ emergenza covid, peraltro lontana dall’essere superata, non si sono nascosti, non sono fuggiti ma spesso si sono sentiti isolati.

Il 4 e 5 ottobre 2020 al ballottaggio per una sanità migliore vota Massimo Olivetti Sindaco.

Massimo Olivetti, Candidato Sindaco di Senigallia